Storia

Il tutto ebbe inizio con lo sviluppo di una tesi di Laurea dal tema “Recupero di combustibili non convenzionali dai rifiuti” nell’ambito del progetto Korogocho, in collaborazione con la cooperativa CAUTO di Brescia (1997-1998). Successivamente, nel 1999 con la 6a Giornata di Studio di Ingegneria Sanitaria-Ambientale “La gestione dell’ambiente nei Paesi in via di sviluppo: recupero di risorse dai rifiuti e tecnologie appropriate”, vengono messe a confronto numerose esperienze sulla gestione delle risorse ambientali nei PVS.

Da qui nasce l’idea di istituire un Centro di coordinamento e sviluppo di tali iniziative presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Brescia. L’iniziativa di un “Centro di documentazione e ricerca sulle Tecnologie Appropriate per la gestione dell’Ambiente nei Paesi in via di sviluppo” viene subito appoggiata con interesse da persone di diversa provenienza: dal mondo della ricerca, dell’istruzione, del volontariato, delle ONG, alle realtà produttive locali.

Il CeTAmb è stato istituito nel 2000 presso il DICATAM come “CENTRO DI DOCUMENTAZIONE E RICERCA SULLE TECNOLOGIE APPROPRIATE PER LA GESTIONE DELL’AMBIENTE NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO”, con la finalità di offrire un supporto tecnico sui temi dell’ambiente nelle attività di cooperazione internazionale allo sviluppo.

Dal 2000 opera con le seguenti finalità:

  • sviluppare contatti con Associazioni di volontariato, Università e Istituti scolastici di diverso livello, Enti di ricerca, realtà produttive sia italiane sia dei Paesi a risorse limitate, per favorire flussi di informazioni e aggregazioni sinergiche utili a favorire progetti di sviluppo sui temi dell’ambiente nei Paesi a risorse limitate;

  • favorire lo sviluppo di attività di ricerca sui temi delle tecnologie appropriate per la gestione dell'ambiente nei Paesi a risorse limitate;

  • svolgere attività di supporto tecnico nei settori di competenza propri del Centro a soggetti pubblici e privati operanti nella cooperazione con i Paesi a risorse limitate;

  • realizzare un centro di documentazione mediante l'organizzazione di una biblioteca, fototeca, videoteca, di una rete di informazione telematica e un sito in internet e la raccolta di materiale informativo/dimostrativo inerente i principali progetti in corso e in programma nei Paesi a risorse limitate;

  • incentivare scambi culturali di studenti e personale docente mediante stage presso istituti universitari e realtà locali nei Paesi a risorse limitate;

  • organizzare seminari, convegni, corsi di aggiornamento, summer school, rivolti a studenti dei corsi di laurea e di Dottorato di ricerca, nonché a studenti di istituti scolastici superiori) al fine di accrescere la sensibilità nei confronti della cooperazione internazionale allo sviluppo e la conoscenza di temi e tecnologie per la gestione dell'ambiente nei Paesi a risorse limitate.

Nel 2013, in seguito alla modifica del regolamento sui centri di ricerca che ha introdotto regole più restrittive relative al supporto finanziario da parte di enti esterni, si è deciso di convertire il centro in laboratorio denominato “CeTAmb LAB – Laboratorio di ricerca sulle tecnologie appropriate per la gestione dell’ambiente nei Paesi a risorse limitate. Questo non ha comportato nessuna sostanziale modifica alle attività che nel corso di 20 anni possono riassumenti nei seguenti principali punti:

  • il coinvolgimento di 115 studenti universitari che hanno svolto attività di tesi triennale o magistrale sui temi ambientali legati alla cooperazione internazionale allo sviluppo. Di questi, circa la metà ha svolto attività sul campo, svolgendo una missione nel Paese interessato da loro progetto di tesi (Africa, America, Asia e Europa);

  • il coinvolgimento di 28 studenti che hanno seguito il Dottorato di Ricerca sui temi dell’ambiente nella cooperazione internazionale allo sviluppo;

  • la collaborazione del CeTAmb a 87 Progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo svolti in collaborazione con ONG, associazioni di volontariato, Università straniere, enti locali. I progetti hanno interessato 32 Paesi in 4 diversi continenti;

  • l’organizzazione di 17 conferenze internazionali, organizzate ogni anno nel mese di dicembre, che vedono un’ampia partecipazione di studenti universitari, di istituti superiori e di rappresentanti del mondo della cooperazione;

  • l’organizzazione di 10 summer school sui temi della cooperazione tecnica in campo ambientale;

  • la promozione di un premio di laurea annuale rivolto alle migliori tesi di laurea discusse sui temi delle tecnologie in campo ambientale nei Paesi a risorse limitate.

Nel 2021, alla luce di una ulteriore modifica al regolamento dei Centri di ricerca che ne semplifica la istituzione e gestione, si intende riportare il laboratorio alla sua originaria configurazione di Centro di ricerca, cogliendo questa anche come l’occasione per favorire e consolidare i rapporti con gli enti che, nel nostro territorio, promuovono iniziative nel campo della cooperazione internazionale allo sviluppo, con particolare riguardo ai temi dell’ambiente.